Quanto costa la verità?

Sono sicura che almeno una volta ve lo siete chiesto. Meglio una bella bugia o una brutta verità? I pareri sono discordanti, si può pensare che una bella bugia faccia soffrire meno di una brutta verità, non si è sempre disposti a portare il peso di dare una sofferenza, per esempio per me è stato sempre il contrario. Non sono capace a mentire, ho sempre preferito la verità sbattuta dritta in faccia, a prescindere dalle situazioni, dalle circostanze e dalle persone. Non si tratta di coraggio, quanto forse più di onestà con se stessi, in primis, e poi con gli altri. 

Parlo spesso qui della realtà virtuale che vediamo sui social media, perché è lì che spiattelliamo a ritmo di piccole dosi di Instagram stories la nostra vita. Io per prima. 

E mentre sfoglio una stories dopo l’altra, mi capita a volte di soffermarmi su alcune e penso se quello che vedo sia la verità di fronte a quello schermo. 

Un giorno mi è capitato un post di una influencer Italiana sul discover di Instagram, diceva finalmente di essersi liberata di tutte quelle paranoie che le fasciavano la testa. Io in quelle foto ho visto subito una ragazza bellissima, naturale, poi ho letto la caption e avrei voluto abbracciarla. Dopo più di un anno era riuscita a mettere una foto dove non aveva usato FaceApp per modificare il suo volto e coprire quello che per lei era stato un grande disagio, l’acne. 

Con le lacrime agli occhi, posta la foto appena scattata e quella modificata, che poi sarebbe stata quella finita sul suo profilo. Dice che non era lei, ma non poteva fare a meno di farlo perché non si riconosceva più, e la cosa più facile da fare era stata ricorrere a una bugia. 

È stato inevitabile per me pensare che, nonostante lei sapesse che comunque sia chiunque l’avesse incontrata nella vita di tutti i giorni l’avrebbe vista nella sua bellezza naturale, lei preferiva mentire agli occhi pubblici di Instagram e dei social. 

Quanto poteva pesare per lei la verità? 

In qualche modo l’ho sentita vicina, perché so per certo che ognuno di noi ha qualcosa che “cambierebbe”, e imparare ad apprezzare quelli che per noi sono difetti, è non solo un grande atto di coraggio e amore, ma anche un grande gesto di onestà con se stessi. 

Nel mio lavoro sono tanto a contatto con le persone, donne in particolare, e giorno dopo giorno mi accorgo sempre di più di quanto non siamo mai soddisfatti del nostro corpo. 

Tanto che ormai quando le vedo guardarsi allo specchio e iniziare a elencare tutte le cose che per loro non vanno bene del loro aspetto fisico, mi esce spontaneo rispondere “We ain’t never happy with ours body”. 

Troviamo sempre qualcosa che non va. E sapete cosa? Non so se sia la società, o semplicemente gli stereotipi che abbiamo inconsapevolmente dentro la nostra testa, ma è da tanto che non sento “Io mi piaccio, anzi penso proprio che sono una figa/o!”. 

Mi metto in mezzo perché anche io faccio fatica.

La verità è che i nostri corpi, come la natura intorno a noi, cambiano. 

Si evolvono e si modificano. Eppure dovremmo essere grati alla vita perché possiamo vederli questi cambiamenti.

È un processo, lo stesso meccanismo che scatta quando si vuole dire la verità. 

Applicabile in ogni situazione di vita, ho sempre pensato che accettare il valore di essere onesti e preferire la verità a una bugia ti lasci ad ogni modo la testa e il cuore più leggeri. 

Adesso, tu cosa preferisci? 

Vi aspetto al prossimo articolo lettori di The jungle of Alis 🤍

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